DIAVOLO DI MILANO (IL)
di SUTER MARTIN
Reperibilità
- Titolo: DIAVOLO DI MILANO (IL)
- Autore: SUTER MARTIN
- Editore: PALINGENIA
- Collana: LE OMBRE n° 1
- Anno: 2026
- ISBN: 9791281765160
- Pagine: 256
- Volumi: 1
Quando Sonia - giovane donna molto avvenente e dotata di una sensibilità paranormale - decide di lasciarsi alle spalle un matrimonio con un marito ricco e violento, non può sapere che la svolta che sta imprimendo alla sua vita rischierà di farla cadere dalla padella alla brace. Desiderosa di abbandonare la città del suo ex, rispolvera il diploma di fisioterapista e risponde a un annuncio di lavoro molto promettente: una tale Barbara Peters, facoltosissima proprietaria di un grande albergo in Engadina ampliato e trasformato in Wellness-Hotel, assume personale paramedico in vista dell'imminente riapertura. La giovane datrice di lavoro è bella di una bellezza troppo perfetta, quasi ultraterrena, ma sporcata da un che di enigmatico e ambiguo: Sonia ne coglie immediatamente il fascino, e al tempo stesso qualcosa in lei si pone sul chi vive. Tuttavia, lasciato il suo appartamentino periferico all'amica del cuore, Sonia parte. Nel viaggio di avvicinamento a Val Grisch il tempo è impietoso: piove che dio la manda, nuvole basse opprimono il paesaggio. E così sarà per tutto il tempo che Sonia trascorrerà in Engadina, dove le condizioni atmosferiche amplificano il senso di minaccia da cui fin da subito si sente accerchiata nel sontuoso hotel, curioso mix di edificio storico e modernità assoluta. Strani segnali, infatti, si avverano, e solo l'intuito speciale di Sonia saprà ricondurli alle pagine di un antico volume, trovato nella biblioteca dell'hotel, dal titolo misterioso: "Il diavolo di Milano". E giorno dopo giorno, il crescendo di minaccia e orrore è tale che ogni logica viene continuamente negata e rovesciata nel suo contrario: amici fidati si rivelano spietati complici del male, abitanti del posto dall'aria aggressiva svelano un animo mansueto, l'amicizia e la fiducia si rivelano trappole per ingenui - fino alla catastrofe finale. La penna di Suter, immaginifica e magistrale nell'instillare inquietudine e ansietà in chi legge, eccelle anche in arguzia - arrivando, nei ringraziamenti finali, a scusarsi con la Pro Loco della Bassa Engadina per aver dipinto la nota regione turistica come un luogo di acquazzoni senza tregua.